Caccia al tesoro. Come in un vortice, dalla terrazza di Trinità dei Monti fino a Piazza di Spagna, scendo le scale dell'Hassler alla ricerca di un paio di calici per lo chablis ghiacciato che nascondo dietro la schiena. Ondate di americani, giovani biondi come leoni con il gilet e la cravatta di lana e modelle con le scapole strette negli impermeabili, mi spingono indietro mentre sollevo un braccio per fermare Alberto e la gazzella che lo accompagna. La gazzella ha degli splendidi orecchini di diamanti ma commette subito l'errore di rovesciare il suo bicchiere sui pantaloni a vita alta di un rapace. Una goccia, per la verità, finisce anche su uno dei miei guanti di vitello candido e, fino a quel momento, immacolato. «C'è troppa gente a Roma, soffoco», sussurro ad Alberto. Concludiamo la caccia al tesoro ed entriamo nella toilette del terzo piano. Filippo si studia la frangetta allo specchio. E ammette: «Ultimamente sembro un barboncino». Alberto tira fuori dalla tasca del sapone di Aleppo e si lava la faccia e le mani. Quanto a me tengo una lezione sullo chablis. Quando usciamo la percentuale di americani è aumentata. E' difficile stare in piedi in un punto senza che qualcuno ti chieda gentilmente di passare o spostarti in inglese. Filippo butta all'aria il piatto quadrato nel quale un bisonte seduto al bancone del bar stava arrotolando i suoi spaghetti. Alberto, suppongo per farsi perdonare, mostra al direttore dell'albergo un abuso edilizio che potrebbe risultare un gioco da ragazzi. Cinque minuti dopo riemergo e risalgo il fiume controcorrente. Con una mano mi tengo alla ringhiera, con l'altra trascino Filippo. Esco all'aperto tra i turisti e i venditori di rose. E' una serata umida. Osservo i vigili che si avviano distratti verso Villa Medici. Poi accendo la Vespa e parto dritto per il Pincio. Attraverso i viali pedonali di Villa Borghese. Filippo copre il faro davanti con il Corriere della sera e mi guarda con invidia. Da tempo aveva in mente la stessa infrazione. Cfr. Hassler
Commenti
ma lo chablis non era il vitigno francese per americani incolti? (ma forse l'ignorante sono io)
Per quelli esiste solo il bordeaux e lo chablis. Sarebbe un problema loro se ciò non determinasse il lievitare dei prezzi ed il dilagare di elichette mediocri. Poi, siccome i nomi evocano qualcosa anche agli orecchi più disinformati, eccoli i vitigni bien renommèe all'ipermercato. Gli unici buoni francesi che ho bevuto ultimamente erano occitani.
sullo chablis, "
Les vins de Chablis occupent un des premiers rangs parmi les vins blancs de France... Spiritueux, sans que l'esprit se fasse sentir, ils ont du corps, de la finesse et un parfum charmant; leur blancheur et leur limpidité sont remarquables. Mais ils se distinguent surtout par leurs qualités hygiéniques et digestives et par l'excitation vive, bienveillante et pleine de lucidité, qu'ils donnent à l'intelligence. Malgré la réputation dont ils jouissent à juste titre et depuis longtemps, leur valeur réelle est, selon moi, plus haute encore que leur renommée"
Dr Guyot, rapport à Napoléon III sur les vins de France
altre informazioni qui
http://www.chablis.net/histoire.php
onestamente non capisco cosa c'entrino gli americani con
un vino che più terroir di cosi non si puo.
in effetti evevo notato un certo leva e metti.
che dire, ora mi dai una grossa responsabilità. di solito le foto che scegli sono maledettamente confacenti, tutte tranne questa. io la leverei e aspetterei la rappacificazione; lo yoga aiuterà, vedrai!
idea! perché non la rifotografi in colore? così, a occhio e croce starebbe benissimo! in tutte le maniere dicci che punto di rosa è, per cortesia. (mi sa che la rappacificazione è vicina)
Una botteguccia della suburra, dunque? E perché non farsi la maglietta con l'immagine miracolosa della Madonna dei Monti? Varrebbe forse un'intercessione, da Panama a Montevideo
Mica ho capito, lo sai?
"Piacere" è sempre in contrasto con "depressione", secondo me.
A me non piace cucinare, infatti mi deprimono i risultati. Mangio nelle scatolette e nei piatti di plastica. Spero il mio karma migliori e possa ritornare su questa terra come gourmet. Sennò pazienza. Ritornerò come gatto e anche le scatolette andranno bene.
Mi piace moltissimo la fotografia, invece, una delle mie passioni quotidiane, peccato i gatti non l'apprezzino.
Preferivo di gran lunga l'immagine precedente: trovo che le tue foto, solarizzate o non, siano parte integrante dei contenuti ed adatte alla grafica generale del blog, e mi schiero tra i conservatori a riguardo
ma lo chablis non era il vitigno francese per americani incolti? (ma forse l'ignorante sono io)
Scritto da: miic | 19/10/06 a 18:09
Chissà. Comunque gli americani sono gli unici rimasti a bere vino ai party.
Scritto da: robba | 19/10/06 a 18:33
Per quelli esiste solo il bordeaux e lo chablis. Sarebbe un problema loro se ciò non determinasse il lievitare dei prezzi ed il dilagare di elichette mediocri. Poi, siccome i nomi evocano qualcosa anche agli orecchi più disinformati, eccoli i vitigni bien renommèe all'ipermercato. Gli unici buoni francesi che ho bevuto ultimamente erano occitani.
Scritto da: milton | 19/10/06 a 20:38
I bei tempi del sapone d'Aleppo!!!
Scritto da: andrea | 20/10/06 a 10:19
Comunque da Roscioli hanno degli chablis di tutto rispetto.
Scritto da: robba | 20/10/06 a 11:37
stessa densità del Pincio, all'alba della notte bianca, stessa difficoltà a muoversi e a stare fermi.
Scritto da: ilTotaro | 20/10/06 a 11:49
Povero Corsera ... ridotto a coprire il faro di una Vespa. Non male però come idea.
Scritto da: loupsos | 22/10/06 a 22:49
uno spaccato intenso
Scritto da: p.s.v. | 23/10/06 a 13:06
sullo chablis, "
Les vins de Chablis occupent un des premiers rangs parmi les vins blancs de France... Spiritueux, sans que l'esprit se fasse sentir, ils ont du corps, de la finesse et un parfum charmant; leur blancheur et leur limpidité sont remarquables. Mais ils se distinguent surtout par leurs qualités hygiéniques et digestives et par l'excitation vive, bienveillante et pleine de lucidité, qu'ils donnent à l'intelligence. Malgré la réputation dont ils jouissent à juste titre et depuis longtemps, leur valeur réelle est, selon moi, plus haute encore que leur renommée"
Dr Guyot, rapport à Napoléon III sur les vins de France
altre informazioni qui
http://www.chablis.net/histoire.php
onestamente non capisco cosa c'entrino gli americani con
un vino che più terroir di cosi non si puo.
Scritto da: egine | 23/10/06 a 16:47
a me però la foto con le 'c' di chanel non piace
Scritto da: a.m. | 25/10/06 a 19:19
Allora la tolgo? Se vuoi che la tolga, basta che me lo dici. Ultimamente mi deprimono tantissimo le mie fotografie.
Scritto da: robba | 26/10/06 a 10:24
in effetti evevo notato un certo leva e metti.
che dire, ora mi dai una grossa responsabilità. di solito le foto che scegli sono maledettamente confacenti, tutte tranne questa. io la leverei e aspetterei la rappacificazione; lo yoga aiuterà, vedrai!
Scritto da: a.m. | 26/10/06 a 17:37
Questa è Kate disegnata sulla mia t-shirt.
Scritto da: robba | 26/10/06 a 17:52
Dove hai preso la t-shirt con Kate? Fammi sapere.
Scritto da: kilim | 27/10/06 a 10:55
Nel triangolo nouvelle vague (qui). E' soltanto un po' delicata, perché di seta rosa.
Scritto da: robba | 27/10/06 a 11:42
idea! perché non la rifotografi in colore? così, a occhio e croce starebbe benissimo! in tutte le maniere dicci che punto di rosa è, per cortesia. (mi sa che la rappacificazione è vicina)
Scritto da: a.m. | 27/10/06 a 12:48
E' un rosa leggerissimo. La fotografia a colori è molto molto simile.
Scritto da: robba | 27/10/06 a 13:46
caspita, mi sembra bellissima, però decidi tu, devi riappropriarti del mezzo a questo punto.
Scritto da: a.m. | 27/10/06 a 13:56
Una botteguccia della suburra, dunque? E perché non farsi la maglietta con l'immagine miracolosa della Madonna dei Monti? Varrebbe forse un'intercessione, da Panama a Montevideo
Scritto da: andrea | 27/10/06 a 14:54
Perché ti deprimono le tue fotografie? Se vuoi veramente deprimerti ti mando il collegamento alle mie...
Scritto da: A. | 27/10/06 a 16:08
Mi piace fotografare ma il risultato è sempre deprimente. Vale un po' lo stesso discorso per la cucina.
L'altra passione della mia vita quotidiana.
Scritto da: robba | 27/10/06 a 16:12
Mica ho capito, lo sai?
"Piacere" è sempre in contrasto con "depressione", secondo me.
A me non piace cucinare, infatti mi deprimono i risultati. Mangio nelle scatolette e nei piatti di plastica. Spero il mio karma migliori e possa ritornare su questa terra come gourmet. Sennò pazienza. Ritornerò come gatto e anche le scatolette andranno bene.
Mi piace moltissimo la fotografia, invece, una delle mie passioni quotidiane, peccato i gatti non l'apprezzino.
Scritto da: A. | 27/10/06 a 18:00
Preferivo di gran lunga l'immagine precedente: trovo che le tue foto, solarizzate o non, siano parte integrante dei contenuti ed adatte alla grafica generale del blog, e mi schiero tra i conservatori a riguardo
Scritto da: milton | 27/10/06 a 20:05
Grazie.
Scritto da: robba | 30/10/06 a 09:20
Nessuna traccia della maglia rosa con Kate, in compenso scarpine gommate Fred P., si trova sempre qualcosa: che gioia!
Scritto da: kilim | 30/10/06 a 10:34