Farmi accarezzare dalle tenebre. Tre volte alla settimana faccio yoga. Dichiaro solennemente che non frequento uno di quei posti lussuosissimi da trecento metri quadri con il parquet, i mobili feng shui, il giardino zen e le candele profumate. Uno di quei posti, insomma, dove ti accolgono donne esili dagli occhi intensi firmate Stella McCartney da capo a piedi e del tutto prive di sense of humor. Frequento, invece, un appartamento scrostato al terzo piano di un palazzo fascista, all'epicentro esatto di un quartiere ministeriale, uno di quei posti con una sala per la meditazione, due spogliatoi dove nessuno ha il coraggio di lasciarci il portafoglio e un corridoio dove è vietato parlare. Negli orari previsti l'appartamento si riempie di esseri umani di ogni forma e dimensione, ognuno vestito di bianco e in attesa della lezione tenuta da maestri di mezza età, ma carismatici ed energici, anche se ugualmente privi di sense of humor. Molti sognano di riuscire a sedersi nella posizione del loto, prima o poi. Qualcuno, come me, ha altre ambizioni. Telecinesi, levitazione, ubiquità, per cominciare. Con il discorso dell'ubiquità ho convinto Vittorio, che per seguire le sue centrali eoliche fa la spola tra il Monferrato e l'Andalusia. Con quello della telecinesi, invece, ho persuaso Filippo, che dopo dieci ore di lavoro non ha voglia di cercare il telecomando per epurare Michele Santoro. Alle otto, dunque, in fretta e furia, a qualunque punto sia quello che sto facendo, raccatto libri, mantella e giornali, metto il telefono rosso con la farfalla e il lettore mp3 nella borsa fatta all'uncinetto con le linguette delle lattine, prendo la sacca con il mio completo di Stella McCartney e mi precipito fuori dalla redazione. Alle otto è buio, in ottobre. Ogni volta che spengo il neon, apro la porta a vetri ed entro in una di queste serate ancora vellutate ma buie di ottobre mi sembra impossibile. Le mattine sono investite da una luce così candida che pare di essere in alto oltre le nuvole. E invece la notte è pesta e tenera come l'occhio nero di un menscevico durante la rivoluzione. Le lezioni di yoga durano un'ora e mezza. Al termine, come recita il mantra, la mente è calma e rilassata e il corpo è sempre più sano. In pratica, dopo essermi rivestita, avrei voglia soltanto di andarmene a letto. Senonché, puntualmente, all'uscita mi trovo davanti quel buio di velluto. Finisce che, anche se non è proprio l'ora, vado a prendermi un bloody mary al Duke, dove peraltro non si è mai visto un solo cameriere che sappia fare il bloody mary e tutti, camerieri e avventori, hanno quell'espressione da absolute begginers che ha la gente quando finisce fotografata su Parioli Pocket. Quel locale, insomma, ha decine di svantaggi e l'unico vantaggio di una vista panoramica sulla notte di Viale Parioli, e non soltanto dai tavoli, ma anche dal bancone. Che poi significa che, fintanto che il mio bloody mary è ancora là e non lo beve nessuno, posso ancora farmi accarezzare dalle tenebre.
Commenti
Un titolo un po' in the mood of L'uccello dalla piume di cristallo, Tony Musante oriented.
Anch'io ho cominciato a fare yoga. Due volte a settimana e in un appartamento al piano terra di un palazzo anonimo a due passi dal Gemelli. Molto meno serio, molto meno mistico, molto meno bianco. Soffro ugualmente nell'intimo però e non riuscirò mai a fare bene l'albero. Tanto meno il fiore. Poi esco ed ho la mia Bud fredda che mi tenta dal frigo. E poi il resto, certo.
Allora, mi pare un'utile indicazione. Mai al Duke per un cocktail. Oppure alle 21,30 per incontrarsi.
vedo che ci diamo tutti allo yoga! io con i tuoi stessi presupposti, per il momento sono riuscita a raggiungere spazi di premonizioni fasulle e risparmiare qualche telefonata ... anche da noi niente lusso, nè giardini zen o arredamento feng shiu: raggiungeremo ugualmente lo shangri-la?
A me è capitato di bere -incredibilmente- un dignitoso bloody mary in un bar ubicato in un centro commerciale Auchan (!). Un bartender incompreso e malinconico me lo serviva anche con un grazioso gambo di sedano, poco dopo aver servito ad un altro avventore una fanta e prima di somministrare una sprite.
( Quel Duke's sembra interessante dal punto di vista architettonico, mi piacciono un pò le cose del Nemesi Studio )
Anche carino è il Rerè a Ponte Milvio,locale leopardato e chic...
E il nuovo di Montano "0564" sempre lì dopo il Rerè dopo villa Brasini...
O il "Le Bain" in via delle Botteghe oscure...Il "DoppioZero" verso Portuense...Buoni i Cocktails,anche se io preferisco i Whisky...
Anche carino è il Rerè a Ponte Milvio,locale leopardato e chic...
E il nuovo di Montano "0564" sempre lì dopo il Rerè dopo villa Brasini...
O il "Le Bain" in via delle Botteghe oscure...Il "DoppioZero" verso Portuense...Buoni i Cocktails,anche se io preferisco i Whisky...
Un titolo un po' in the mood of L'uccello dalla piume di cristallo, Tony Musante oriented.
Scritto da: andrea | 12/10/06 a 16:55
Eh, ma allora mi hai fregato. Io che ho rinunciato a iscrivermi in palestra dopo la nostra conversazione. (Gaia)
Scritto da: | 12/10/06 a 17:02
per finire su parioli pocket dovresti dedicarti al calcetto
Scritto da: miic | 12/10/06 a 17:26
Anch'io ho cominciato a fare yoga. Due volte a settimana e in un appartamento al piano terra di un palazzo anonimo a due passi dal Gemelli. Molto meno serio, molto meno mistico, molto meno bianco. Soffro ugualmente nell'intimo però e non riuscirò mai a fare bene l'albero. Tanto meno il fiore. Poi esco ed ho la mia Bud fredda che mi tenta dal frigo. E poi il resto, certo.
Allora, mi pare un'utile indicazione. Mai al Duke per un cocktail. Oppure alle 21,30 per incontrarsi.
Scritto da: A. | 12/10/06 a 18:10
alla fine è sempre questa notte d'ottobre così strana
Scritto da: p.s.v. | 13/10/06 a 11:48
vedo che ci diamo tutti allo yoga! io con i tuoi stessi presupposti, per il momento sono riuscita a raggiungere spazi di premonizioni fasulle e risparmiare qualche telefonata ... anche da noi niente lusso, nè giardini zen o arredamento feng shiu: raggiungeremo ugualmente lo shangri-la?
Scritto da: arianna | 16/10/06 a 12:13
A me è capitato di bere -incredibilmente- un dignitoso bloody mary in un bar ubicato in un centro commerciale Auchan (!). Un bartender incompreso e malinconico me lo serviva anche con un grazioso gambo di sedano, poco dopo aver servito ad un altro avventore una fanta e prima di somministrare una sprite.
( Quel Duke's sembra interessante dal punto di vista architettonico, mi piacciono un pò le cose del Nemesi Studio )
Scritto da: milton | 16/10/06 a 20:29
E infatti. L'architettura è notevole.
Scritto da: robba | 17/10/06 a 10:15
http://www.nemesistudio.it/
Scritto da: milton | 17/10/06 a 15:23
Grazie.
Scritto da: robba | 23/10/06 a 16:29
Anche carino è il Rerè a Ponte Milvio,locale leopardato e chic...
E il nuovo di Montano "0564" sempre lì dopo il Rerè dopo villa Brasini...
O il "Le Bain" in via delle Botteghe oscure...Il "DoppioZero" verso Portuense...Buoni i Cocktails,anche se io preferisco i Whisky...
Scritto da: lascintilla | 20/11/06 a 00:09
Anche carino è il Rerè a Ponte Milvio,locale leopardato e chic...
E il nuovo di Montano "0564" sempre lì dopo il Rerè dopo villa Brasini...
O il "Le Bain" in via delle Botteghe oscure...Il "DoppioZero" verso Portuense...Buoni i Cocktails,anche se io preferisco i Whisky...
Scritto da: lascintilla | 20/11/06 a 00:09