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robba, 18 marzo 2007
Domenica, 4 marzo 2007 - Roma
Girato in bicicletta con Filippo e i siciliani dall'alba al tramonto. Oltre ai quattro messinesi avevamo un palermitano e una romana di origine catanese. Era una giornata di primavera. Abbiamo fatto colazione sul Tevere, su una barca ormeggiata di fronte all'Ara Pacis. E' gestita da due donne misteriose. Nel deposito dietro la toilette avevano dei libri sul sudamerica e alcune casse di integratori contro la caduta dei capelli. Mentre litigavamo per il conto abbiamo incontrato un arancione. Propagandava la loro mensa vegetariana. Era sereno ma anche autoironico. Siamo arrivati fino a Ponte Milvio dove stanno ricomparendo i catenacci. La gente stava lì per interi minuti a fissare i lampioni. Più tardi sono tornata al Governo Vecchio. Una signora che compra abiti a Parigi me ne ha lasciati provare una montagna. Aveva un grande specchio fumé e una tenda dietro la quale sono volate un paio d'ore. Insisteva che sono un tipo che non passa inosservato. Ho pensato che fosse un modo per dirmi che sono grassa. Al ritorno l'ascensore era fuori servizio, così abbiamo lasciato le nostre mountain bike in cantina. In genere le teniamo in salotto, sul tappeto, accanto al letto. Dormiamo ancora sul divano-letto.

Giovedì, 8 marzo 2007 - Sankt Moritz
Siamo partiti da Roma alle sette. Alle due eravamo a Sankt Moritz. Ormai abbiamo acquisito dimestichezza con gli autovelox e con le automobili a noleggio. Isabella ha quasi perso i sensi alla vista dell'appartamento. Di fatto, quando Adolf ha aperto la porta, è stato come essere diventati poveri in un colpo. Per cominciare è nel Bad. E poi il mobilio è quello di uno sceneggiato svizzero. Alla fine abbiamo rimediato una camera singola nel Dorf, per la signora. Era l'ultima, per via della maratona di fondo. Abbiamo pure telefonato per protestare, ma il marchese, naturalmente, aveva preteso il pagamento in anticipo. Alle sette sono andata al Corvatsch con Filippo. Eravamo ospiti di Spyros Niarchos ma l'abbiamo soltanto intravisto. Era mescolato alla folla internazionale. Sulla funivia avevano allestito un bar e acceso delle candele. Avevano vino bianco, caipirinha e cestelli di champagne. Un socio di un club italiano mi ha detto che ogni anno le marche di alcolici sono peggiori. A me ha fatto lo stesso un certo effetto. Non è male sciare di notte. La pista era lunga e non troppo difficile. Alle nove abbiamo pranzato al rifugio. I camerieri servivano fondue bourguignonne e insalata di cavolo rosso. Ho notato che la verdura non manca mai laddove la carne è il piatto forte. Più tardi hanno messo su un intero banco di frutta. Dopo i soliti discorsi di presentazione, un gruppo ha attaccato a suonare funky, allora abbiamo ballato con gli scarponi. Ballavano tutti come pazzi. I più pazzi, però, non erano gli spagnoli o i colombiani, ma forse gli austriaci o gli svizzeri. Gli inglesi, tra cui il principe Edoardo, erano all'altezza della loro reputazione. All'uscita ho trovato una macchinetta che vendeva le Parisienne.

Commenti

au revoir

Ciao, Mignon. Ti chiami così per via del film della Archibugi?

che bella l'illustrazione.

mentre vi ascolto in radio, lascio una traccia sul tuo blog per complimentarmi dell'ottimo lavoro che da tempo svolgete sulle frequenze di radioradicale.

Grazie davvero.

Ho pensato che il disegno fosse opera tua. E poi ho pensato che qui sia proprio come nel disegno, che questo blog sia un salotto con tavolo tondo teiera tovaglioli di stoffa zollette. Felice di averti scovata, tornerò.

S

I disegni, ahimé, sono opera mia. Sono ritratti più o meno somiglianti.

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