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In crociera per Viale Parioli.
E' agosto. Roma è dolce, caleidoscopica. L'aria è fresca. Il cielo è azzurro cielo e le nuvole bianco panna. Anche il sindaco ha fatto i bagagli. Così attraverso i Fori Imperiali sotto il sole di mezzogiorno distogliendo lo sguardo da quella coppia di turisti inglesi che sembra venuta fuori da un romanzo giallo. Giro in Vespa con Cary Grant eppure riesco a non guardarlo. Non vedo Buñuel nelle locandine di Sughi che pubblicizzano una mostra al Vittoriano. Non vedo Vinicio Capossela nemmeno se lo incontro. Da mesi ormai ho smesso di entrare al museo dal retro. Ho smesso di leggere, di ascoltare dischi, di andare al cinema. Ho smesso di guardare la televisione. Conduco la mia rivoluzione. Dunque torno dal lavoro e ho voglia di pensare e stare all'aperto. Pensare è divertente. Osservare un punto fisso invece invecchia molto. Perciò nuoto, corro, gioco a ping pong. Un'ora prima dei pasti prendo un antitubercolotico. Bevo cocktail alla menta che hanno quello stesso sapore di medicinale. Stiro e indosso abiti a clessidra. Vado in crociera per Viale Parioli. E' più vicino e si trovano cose e persone che si trovano in centro. Passo davanti a Fabrizio del Noce che ha comprato i ravioli da Gargani. Passo davanti a Paolo Mieli che al solito congiura sulla pista ciclabile. Al semaforo ammiro l'eleganza dell'ambasciatore del Giappone che si reca con sua moglie a un ricevimento in automobile. Riconosco un compagno di scuola che vent'anni fa si bucava e ora guida una Bentley in tenuta da tennis. Più avanti, tra i bar e i ristoranti, incappo in una bionda che arriva sempre sola e bacia il proprietario di turno. Ricordo quella volta al Riccioli che fu abbordata da Enzo Cucchi. La ricordo scollatissima decine di volte anche al Caffé della pace. Per il resto non viaggio. Vittorio viene a sedersi al bancone sostenendo che il viaggio è morto con l'aereo di linea. Gli dico che non abbiamo vissuto finché non ci siamo ammalati. Avviciniamo i bicchieri. Siamo due sconosciuti, ma siamo d'accordo.

Commenti

Puntuale come sempre la tua guida alla Roma d'Agosto. Dai miei colli, io, invece, ascolto i gabbiani all'alba, accendo musica sudamericana per un timido yoga mattiniero e cerco di meditare sulle panchine di villa Pamphili.

Grazie per questi post unici.
Davvero.

davvero giochi a ping pong? e dove? ora sappiamo cosa fare nella Roma deserta e sindacopriva.

Se prometti di venire mettiamo un tavolo in terrazzo. Ti avverto però che mi accompagno con due campioni pressoché imbattibili.

Che faccio, disfo la vailigia e resto anch'io? (Che tanto è uguale).

affare fatto

Restate tutti.

un'affermazione o una richiesta?

La crociera per i Parioli mi appare parecchio intrigante rispetto alla crociera nella piccola cittadina, che mi viene minacciata dagli ultimi eventi. Agosto rimane comunque il mio mese preferito in città: tutti che sbuffano e si lamentano per il caldo e io che, per una volta all'anno, mi godo la mia temperatura ideale.

E' una risposta.

Vi va di culo che sono in toscana e non posso battervi a pingpong.
Scusate la prepotenza ma è l'unico sport in cui le performance sono sopra la mia bassa media sportiva.
Quindi faccio il guappo.

Dovremmo organizzare il primo torneo di ping pong per blogger.

Anch'io ho sempre giocato piuttosto benino. A quando il torneo?

Un sabato o una domenica di fine agosto, o di settembre.

come scorrono bene le tue parole...

Per il torneo di ping pong ci sto. Mi candido a fare da squadra materasso. :D

Io in tutti i giochi in cui vi sia una palla in movimento sono negato.
Posso venire a fare l'arbitro. Quello sì. Sono assai equo.

Italiani!!!

io sono uno specialista...
se volete vi faccio giocare in una palestra con 8 tavoli a Roma Nord!

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