Copiare lo stile di Diana Vreeland, per carità, è un'impresa per poche. E tuttavia, se tra le tante figurine che avete intorno da mattina a sera avete scelto proprio lei, siete già un passo avanti. Avete gusto. Se poi siete magre, forti e splendidamente brutte, tanto meglio. Se a difettare, invece, sono le origini altoborghesi, non fatene un dramma. Un marito banchiere, al giorno d'oggi, non è poi una gran cosa. Compositori, artisti e scrittori a cui imporre la vostra eleganza abbondano in tutti gli strati della società. E così le attrici più o meno famose con cui giocare a tennis la domenica. Poco conta l'età. La carriera di Diana Vreeland comincia nel 1937 a trentun'anni con una rubrica su Harper's Bazaar. A Vogue approda soltanto venticinque anni dopo, e per nove anni in tutto, fino al licenziamento nel 1971. Ciononostante è la più grande direttrice che si ricordi. Il suo stile, neanche a parlarne, è dispendioso. Soprattutto Chanel e Balenciaga. Non rimboccatevi le maniche, dunque, ma risparmiate. Non dimenticate che bracciali, orecchini pendenti, spille e collane sono delle dimensioni e del peso adatto a una silhouette androgina, controindicati quindi se sprizzate femminilità da ogni poro. I capelli corvini a ricciolo, le unghie impeccabili, i pois, le pieghe del velluto, il ciondolo a corno e la sigaretta col bocchino, invece, sono dettagli che potete permettervi senz'altro. Insieme alle sue frasi più celebri (e alla sua autobiografia). Indosso sempre i miei golf al contrario: rende così piatte. Le persone che mangiano pane bianco non hanno sogni. Cosa penso del modo in cui veste la maggior parte della gente? La maggior parte della gente non è qualcosa a cui uno pensa.
Ricapitolando:
Bracciali, orecchini pendenti, spille, collane e un marito di peso (1), acconciatura, sigaretta e manicure impeccabili (2), fantasia a pois e golf al contrario (3), camicia bianca e panneggi di velluto (4), nero totale e capelli corvini a ricciolo (5), amici purché siano eleganti come voi (6),
orecchini pendenti se non avete problemi alla spina dorsale (7), ancora velluto e il caratteristico ciondolo a corno (8).
malamente licenziata dal propietario, mi
sembra che abbia fatto un tentativo come
editrice di un altro giornale, ma senza
successo, d'altronde è difficile per tutti
sopravvivere a un tale passato, se devo
dire chi più nei nostri giorni le assomiglia
direi Carla Sozzani, i tre numeri di
Elle diretti da Lei, erano meravigliosi.
Scritto da: egine | 23 novembre 2006 a 18:03
Qui si pensa che queste cose che scrivi siano bellissime. Roba che i femminili, di destra e di sinistra, se le sognano.
Scritto da: EmmeBi | 26 novembre 2006 a 08:55
non e' stata editrice in un altro giornale dopo il licenziamento da Vogue ma e' stata assunta come special consultant al costume institute del metrolopitan museum dove ha organizzato numerose e spettacolari mostre . Non somiglia a Carla Sozzani se non nella magrezza , i suoi servizi erano molto fantasiosi, ricchi e ben fotografati specili le foto a tutta pagina , Vogue attualmente sta andando molto male, le vendite sono in calo e i servizi di moda incomprensibili e molto minimal. Molto meglio altre riviste.
Scritto da: antonella P | 12 marzo 2011 a 22:14