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29 novembre 2006

Naturalia

Vernice_4

Capita facilmente ai vernissage di avere la sensazione di trovarsi di fronte all'opera di un artista famoso. Difficilmente, dopo un'indagine sulle sue generalità, capita di ammettere di non averlo mai sentito nominare.

Cfr. Naturalia, Mat Collishaw, Ellen Gallagher, Jamie Shovlin, a cura di James Putnam, 3 novembre 2006/18 gennaio 2007, 1/9 unosunove arte contemporanea, Via degli Specchi, 20, Palazzo Santacroce, 00186 Roma, Italia, www.unosunove.com

La dieta liquida

Per conservare una taglia trentotto, anche nelle settimane più fredde dell'inverno, si può ricorrere alla dieta liquida. Soprattutto nella versione macrobiotica. Verdure, legumi e cereali saranno dunque bolliti o cucinati al vapore. Una volta passati, con l'aggiunta di alghe, seitan, tofu o tempeh, diventeranno potage o consommé. Da consumare a volontà insieme a latte d'avena, scotch whisky e bière blanche.

28 novembre 2006

Elliott Gould

Elliott1 Nel caso in cui accidentalmente siate uomini, e non abbiate mai riflettuto su una camicia o una cravatta, potete senz'altro cominciare da Elliott Gould. Al secolo Elliott Goldstein, alto, robusto, simpatico, egoista. Il suo stile è il più maschile che si ricordi dagli Anni Settanta in poi. Cresciuto a Brooklyn, inizia la carriera come chorus boy a Brodway, e finisce prima del previsto con una serie di flop. Marito di Barbra Steisand, poi di Jennifer Bogart, che sposa due volte, sul grande schermo è l'amante de L'adultera di Ingmar Bergman, il medico senza alcuno scrupolo di Mash e, soprattutto, il Philip Marlowe del recentemente scomparso Robert Altman. Proprio ne Il Lungo Addio indossa l'abito scuro con il nodo smilzo e la sigaretta tra le labbra che lo hanno reso famoso. Altrove porta soprabiti di cammello, giacche a due bottoni destrutturate, ruvidi maglioni a v, pantaloni di velluto a coste. Nella realtà  si può permettere anche i gemelli con l'anello al mignolo. Studiate a lungo i dettagli. I capelli ricci, gli occhi vellutati, il torace incolto, le basette quadrate. Per tenervi in forma datevi al tennis, al tiro con l'arco, a un bagno caldo o a una occasionale scazzottata.

27 novembre 2006

Regola #2

Per tenere sempre a mente bar e ristoranti, con i numeri di telefono per prenotare, è necessario un raccoglitore dove archiviare i biglietti da visita. Ai gestori chiederemo i biglietti da visita sempre preventivamente e in doppia copia. Nel nostro raccoglitore archivieremo i locali dove abbiamo trascorso piacevoli momenti senza essere costretti a saltare i pasti successivamente. Potremo archiviarli in base al luogo. Vicino all'ufficio, nel quartiere dove abitiamo, fuori città, oppure all'estero. Potremo archiviarli in base al genere, all'offerta e al prezzo. Dal caffé alla brasserie, dall'enoteca alla trattoria, dalla kebab house alla keller. Soprattutto potremo archiviarli in base alla specialità. Nel caso avremo la birreria che serve bière blanche, l'osteria dove pranzare di domenica alle cinque, il ristorante con il bar dove cenare bevendo un martini cocktail o un scotch. Terremo il raccoglitore sotto chiave e lo apriremo in solitudine. Contraccambieremo i doppioni con comprovati possessori di analoghi raccoglitori.

20 novembre 2006

Diana Vreeland

Diana Copiare lo stile di Diana Vreeland, per carità, è un'impresa per poche. E tuttavia, se tra le tante figurine che avete intorno da mattina a sera avete scelto proprio lei, siete già un passo avanti. Avete gusto. Se poi siete magre, forti e splendidamente brutte, tanto meglio. Se a difettare, invece, sono le origini altoborghesi, non fatene un dramma. Un marito banchiere, al giorno d'oggi, non è poi una gran cosa. Compositori, artisti e scrittori a cui imporre la vostra eleganza abbondano in tutti gli strati della società. E così le attrici più o meno famose con cui giocare a tennis la domenica. Poco conta l'età. La carriera di Diana Vreeland comincia nel 1937 a trentun'anni con una rubrica su Harper's Bazaar. A Vogue approda soltanto venticinque anni dopo, e per nove anni in tutto, fino al licenziamento nel 1971. Ciononostante è la più grande direttrice che si ricordi. Il suo stile, neanche a parlarne, è dispendioso. Soprattutto Chanel e Balenciaga. Non rimboccatevi le maniche, dunque, ma risparmiate. Non dimenticate che bracciali, orecchini pendenti, spille e collane sono delle dimensioni e del peso adatto a una silhouette androgina, controindicati quindi se sprizzate femminilità da ogni poro. I capelli corvini a ricciolo, le unghie impeccabili, i pois, le pieghe del velluto, il ciondolo a corno e la sigaretta col bocchino, invece, sono dettagli che potete permettervi senz'altro. Insieme alle sue frasi più celebri (e alla sua autobiografia). Indosso sempre i miei golf al contrario: rende così piatte. Le persone che mangiano pane bianco non hanno sogni. Cosa penso del modo in cui veste la maggior parte della gente? La maggior parte della gente non è qualcosa a cui uno pensa.

Ricapitolando:
Bracciali, orecchini pendenti, spille, collane e un marito di peso (1), acconciatura, sigaretta e manicure impeccabili (2), fantasia a pois e golf al contrario (3), camicia bianca e panneggi di velluto (4), nero totale e capelli corvini a ricciolo (5), amici purché siano eleganti come voi (6),
orecchini pendenti se non avete problemi alla spina dorsale (7), ancora velluto e il caratteristico ciondolo a corno (8).

Cfr. D.V. di Diana Vreeland (Novecento)

12 novembre 2006

Borghetto Flaminio

Borghetto Alla domenica il mercato delle pulci di Via Flaminia, a Roma, è pieno zeppo di fashion victims. Gli affari, invece, sono rari e il più della roba è la stessa che avevamo nell'armadio anche noi ma abbiamo avuto la dignità di buttare via anni fa. I rigattieri, infatti, sono rigattieri per passione. Vale a dire che, sborsando novanta euro, potremmo perdere ogni pudore e mettere un banchetto anche noi. Altre seccature: troppi vip e il ticket all'ingresso che costa un euro e dispari.

11 novembre 2006

La dieta bianca

Per conservare la pace interiore, anche nelle settimane più nere dell'autunno, consigliabile la dieta bianca. Soprattutto nella versione vegetariana. Patate, finocchi, riso, uova potranno essere bolliti o cucinati al vapore. Saltuariamente saranno sostituiti da porzioni di pane azzimo e passate di cavolfiore. Da consumare moderatamente insieme a qualche capsula di olio di menta piperita, succo di mela e acqua di fonte.

Edie Sedgwick

EdieVestirvi come Edie Sedgwick? Ma siete sicure? I requisiti di base sono una bella faccia, un bel paio di gambe e un pedigree. Necessario anche un amico che sia un pozzo di idee e che, tra un party e un vernissage, faccia di voi un'icona degli Anni Sessanta. Indispensabile, infine, una salute di ferro. Soltanto se avete barrato con un sì ogni casella, anche a costo di una piccola innocente menzogna, potete andare avanti. E cominciare a svestirvi. Quello che vi serve, infatti, sono dei collant cento denari e un paio di orecchini pendenti, magari con la clip. Edie Sedgwick, in genere, non indossava altro. Qualche volta, magari, un tubino o una minigonna. Potete portarne di cortissimi ma anche pensare a un body come a un tubino. Tipiche del personaggio anche le camicie da notte stile impero in toni pastello da indossare a piedi nudi. Se, assecondando al meglio il vostro spirito di imitazione, siete già entrate nel tunnel della tossicodipendenza potete osare uno scollo all'americana che sottolinei il vostro aspetto emaciato. Viceversa, al risveglio dopo una sbornia collettiva nella factory, rubate in giro camicie maschili da abbinare ai soliti collant coprenti e, se vi riesce, una pelliccia di astrakan. Il punto, come al solito, sono i dettagli. I capelli corti, che vi doneranno quell'aria infantile anche quando andrete in giro nude. E il trucco, ovvero labbra naturali, un neo là, occhi importanti e sopracciglia importantissime. Così abbigliate farete l'alba, darete i numeri, reciterete in film d'essay, un giorno o l'altro fuggirete con un cantautore ebreo che vi condurrà dritte alla morte. Soprattutto, avrete freddo. Così abbigliate, ovviamente, non farete shopping. L'abito d'oro e i decolletes da collezione cercateli all'asta su E Bay o negli armadi delle vostre madri nate negli Anni Quaranta. Sappiate che gli orecchini pendenti con la clip sono quasi introvabili e che Tad ne vende di bellissimi per un quarto dello stipendio di un impiegato di terzo livello. I collant coprenti, immagino, li abbiate già. Date pure fondo ai vostri risparmi per cosmetici effetto vintage e un taglio effetto Edie Sedgwick, tenendo da parte una discreta sommetta per i farmaci ovvero per le serate in cui, inevitabilmente, vi guarderete allo specchio e non vi sentirete in forma. Non barbiturici, ma paracetamolo, mi raccomando.

Ricapitolando:
Una bella faccia e un bel paio di gambe (7 e 11), un amico che sia un pozzo di idee (4), un paio di collant cento denari (5, 10, 11 e 23), un paio di orecchini pendenti, magari con la clip (8, 9, 10 e 18), un tubino o una minigonna (1 e 25), un body come un tubino (8), camicie da notte stile impero in toni pastello (12 e 13), lo scollo all'americana (24), camicie maschili da abbinare ai collant (14 e 23), la pelliccia di astrakan (4), i capelli corti (6 e 16), labbra naturali, neo, occhi e sopracciglia importantissime (7), l'abito d'oro (3), i decolletes da collezione (17).

09 novembre 2006

Novembre

Icone_3 Per lui, giacca comperata nel 1998 in un mercatino di Parigi. Per lei, orecchini trovati nel cassetto di una ex coinquilina e sottratti dopo essere stata cacciata di casa in malo modo dalla stessa, che la considerava causa di tutte le sue disgrazie, non ultima quella del decesso di Charlie, il suo adorato yorkshire. Nell'occasione sottratti anche un collier, due braccialetti, quattro anelli, due paia di occhiali da sole con lenti fumé e un collarino in oro con gli strass recante appunto la scritta «Charlie».

05 novembre 2006

Regola #1

A ogni capo di abbigliamento in entrata deve corrispondere un capo di abbigliamento in uscita. L'osservanza di questa regola garantisce l'ordine nel nostro appartamento, morigeratezza negli acquisti e, in caso di vendita all'asta del vecchio capo su E Bay, anche un simbolico indennizzo. Eviteremo, invece, di affidare l'intero guardaroba in conto vendita a un negoziante specializzato, vanificando i benefici della selezione progressiva dei capi in uscita e privandoci dei maggiori proventi della vendita all'incanto. Non occorre, invece, che i capi in entrata e in uscita siano della stessa specie, purché siano congruenti e omogenei nel prezzo, nelle dimensioni e nella destinazione d'uso.

03 novembre 2006

Kate Moss

Kate Non è difficile vestirsi come Kate Moss. L'unico presupposto è non superare la taglia trentotto. Conquistarla tuttavia sarà più semplice se, assecondando al meglio il nostro spirito d'imitazione, prenderemo a fumare, a drogarci, a soffrire per amore e a nutrirci per lo più nelle cliniche di disintossicazione. Abbiamo bisogno, innanzitutto, di un gilet maschile ma rivisto e corretto. Necessitiamo anche di qualche felpa o t-shirt, magari a righe, e canotte, da abbinare a pantaloni a sigaretta e ballerine. Altro pezzo fondamentale sono gli shorts. Possiamo portarne di cortissimi con dei collant coprenti e una blusa, oppure di più tradizionali con un dolcevita e una giacca da marinaio. Possiamo osare le calze velate e un golf di cachemire, se lo crediamo. Indispensabili il pullover con il jeans a tubo e le ballerine, scuola Brigitte Bardot, oppure i pantaloni a tubo con le ballerine, il trench e la fascia nei capelli, scuola Audrey Hepburn, perché Kate è la prima a copiare & incollare. Mettiamo in conto infine giacche maschili, tunichette e stivaloni come passepartout. Il punto, come al solito, sono i dettagli. Gli accessori costosi, come le borse in edizione limitata, gli occhiali da sole che più grandi non si può e pochi pochissimi gioielli. E le trovate, ovvero la cravatta vintage portata come una sciarpa, il borsalino in tutte le salse e la giacca da smoking con i pantaloni di pelle. Il trucco invece sarà sempre un po' disfatto e i capelli lunghi e torturati da mechés su mechés. Così vestite andremo al pub, a una cena di gala o a un concerto nel fango. Soprattutto faremo shopping. Molti di questi capi sono in vendita da Zara, Mango, H & M, eccetera, che del copia & incolla, beati loro, hanno fatto un business. Prima di andare in giro a spendere il nostro stipendio, però, sarà bene tirarci su le maniche e scavare nell'armadio. Qualcosa pure troveremo. Diamo invece fondo al nostro portafoglio per un'accurata selezione delle giacche e dei pantaloni affinché sembrino cuciti addosso, ma teniamo da parte una discreta sommetta per un abito d'oro o un completo sartoriale per le serate in cui ci guarderemo allo specchio e non ci riconosceremo.

Ricapitolando:
Felpe, t-shirt a righe, canotte con i pantaloni a sigaretta (1, 3 e 4), una blusa bianca (2), il gilet maschile ma rivisto e corretto (3, 4, 5), il pullover con il jeans a tubo e le ballerine (8), un golf di cachemire (9), i pantaloni a tubo con ballerine, trench e fascia nei capelli (10), shorts (11, 15 e 18), dolcevita e giacca da marinaio (11), giacche maschili, tunichette e stivaloni (12 e 19), pochi pochissimi gioielli (14 e 16), la cravatta vintage come una sciarpa (12), il borsalino (6 e 12), la giacca da smoking con i pantaloni di pelle (7), mechés su mechés (14 e 16), pub, serate di gala e concerti nel fango (7, 19, 21), lo shopping (3 e 8), l'abito d'oro e il completo sartoriale come ancore di salvezza (13 e 20).