18 gennaio 2007

Il Caffè della pace

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Pare che il Caffé della pace esistesse già alla fine del Settecento. Le guide scrivono quello che si scrive in questi casi e cioé che all'epoca era la meta di scultori, pittori, letterati, collezionisti, uomini politici e dello spettacolo. Primi, per la precisione, arrivarono gli artisti danesi, poi gli scrittori ermetici e la scuola romana, ultimi i cineasti. Oggi come oggi ai tavoli di marmo sbeccato della Pace siede soprattutto la gente comune. D'estate è frequentato il giovedì, nonostante il buffet rinsecchito. D'inverno è semivuoto tre sere su sette. Qualcuno prende il té o il cappuccino sotto una statua neoclassica, gli altri sopraggiungono per gli alcolici. Anche le cameriere hanno la loro pallida e appassita maestà. Quasi tutte servono il gin tonic già mescolato e se chiedi l'acqua tonica sono tre euro e cinquanta. Di tanto in tanto capita una principessa romana che si merita la mancia.

08 gennaio 2007

Il bancone

Bancone

In Italia è un genere sottovalutato. Gli avventori spesso abbandonano il locale se è l'unica possibilità. Il bancone, d'altronde, non è per molti. E' adatto per un assolo, un duo o un trio. Sconsigliato a un quartetto. Sottofondo perfetto, invece, per appuntamenti seriali e relazioni di lungo corso. In questi casi tonifica l'umore, ammazza la noia, favorisce la conversazione. Allo stesso tempo, in virtù dello sgabello, consente una certa circospezione. Davanti al bancone siamo al centro del palcoscenico e, allo stesso tempo, in alto nel loggione.